La cistite – cosa sapere

Buongiorno e bentornati. Dopo aver introdotto il forum e il sito Cistite.info vorrei lasciare uno schema generale per la comprensione della malattia che spero possa essere di aiuto e possa invogliarvi ad approfondire sempre più.

Cistite – 5 tipi principali

  • Cistite batterica ricorrente vi è sia infezione, che infiammazione. L’infezione è sempre causata dai microrganismi patogeni, cioè in grado di sviluppare infiammazione. L’infiammazione è la risposta dell’organismo all’attacco di un batterio o di un agente esterno al nostro organismo. L’infiammazione è un meccanismo di difesa benefico, che fa sì che questo nemico venga annientato ed espulso. L’infiammazione provoca dolore alla minzione.
  • Batteriuria asintomatica invece abbiamo la presenza di batteri innocui, cioè non in grado di scatenare la reazione infiammatoria. In questo caso non abbiamo cistite (vi ricordo che la desinenza -ite indica infiammazione, come la gastrite, l’artrite, la congiuntivite, ecc), ma semplice batteriuria senza sintomi. Non c’è quindi alcun bisogno di cura. Anzi! Questi stessi batteri ci proteggono dall’arrivo di microrganismi più aggressivi in grado di scatenare una vera e propria cistite batterica.
  • Cistite senza batteri, ossia un’infiammazione vescicale provocata da fattori non infettivi: un calcolo, della “sabbietta” (renella), l’acidità urinaria eccessiva, un alimento irritante, gli ossalati, l’eccessiva concentrazione delle urine, ecc. Questi elementi estranei scatenano l’infiammazione, che rappresenta il meccanismo di difesa utile alla loro eliminazione. In questo caso, pur in assenza di batteri avremo dolore.
  • Cistite interstiziale: È una sindrome cronica non dovuta alla presenza di batteri con la distruzione progressiva della parete vescicale con assottigliamento e infiammazione dello strato protettivo di GAG.
  • “Falsa cistite”. In questo caso non ci sono batteri nelle urine e non c’è neppure infiammazione, L’80% delle donne che accusa dolori pensando di avere cistite in realtà soffre di vulvodinia,  una sindrome caratterizzata da dolore e bruciore vulvare che può irradiarsi anche a tutta la zona pelvica, alle vie urinarie e alla zona anale. Difficile da diagnosticare in quanto non vi è una causa clinica evidente; spesso la base è un’alterazione della funzionalità neurologica di questa area e il danno ai nervi è clinicamente invisibile.

Diagnosi per la cistite batterica ricorrente – due opzioni

opzione 1: L’urinocoltura prevede la raccolta delle urine in una provetta sterile e la consegna immediata al laboratorio di analisi per la ricerca dei patogeni. Si tratta dell’esame più utilizzato per diagnosticare una cistite batterica (dalle altre tipologie di cistite) e quindi il tipo di batterio che la provoca per capire quale fattore alla base dobbiamo correggere. Ad esempio se l’infezione è provocata da Escherichia coli, un batterio intestinale, dobbiamo intervenire sulla stipsi, per evitare che scenda alle vie urinarie

opzione 2: Esame delle urine da casa, molto più economico facile utile immediato per capire il tipo di cistite da cui si è affette.
 Si tratta di uno stick urine che può rilevare fino a 11 parametri, quelli più significativi per noi sono:

LEUCOCITI prodotti dell’infiammazione

-NITRITI prodotti dai batteri

  • se compariranno nitriti e leucociti avremo una cistite batterica,
  • se compariranno solo leucociti saremo di fronte ad una cistite non batterica, controlliamo quindi il pH che non deve essere troppo acido e la densità dell’urina che non deve essere troppo concentrata
  • se avremo solo nitriti si tratterà di una batteriuria asintomatica,
  • se non ci saranno né leucociti, né nitriti vuol dire che non abbiamo problemi vescicali, ma dovremo valutare cause diverse (la neuropatia del pudendo, la vulvodinia, la contrattura della muscolatura).

 

Terapia inefficace – i protocolli medici

Antibiotici, mirtilli e acidificanti, ecco i protocolli usati a prescindere dal tipo di cistite in corso e spesso anche a fronte di un’urinocoltura negativa.

  • Antibiotico: combatte i batteri patogeni, ma allo stesso tempo uccide anche quelli benefici che ci proteggono. Inoltre debilitano il nostro sistema immunitario, distruggono il microbiota intestinale e aumenta le resistenze batteriche. Per tutti questi motivi l’antibiotico, seppur apparentemente sembri efficace sull’infezione, in realtà crea le condizioni predisponenti per l’insorgenza della recidiva successiva, che sarà sempre più difficile da combattere e sempre più dolorosa.
  • Prodotti acidificanti: invece non fanno altro che irritare ancora di più una mucosa già fragile e sensibile a causa delle continue infiammazioni.
  • Mirtillo: il contenuto in proantocianidine (PAC), che si legano alle zampe dei batteri impedendogli di aderire alle pareti vescicali è molto basso e pertanto inutile nella maggiorparte degli integratori che purtroppo sono invece ricchi di ossalati (irritanti per la vescica) e sostanze acidificanti (altrettanto irritanti)

Terapia Efficace – Due parole chiave:  Fattori predisponenti e Mannosio

Fattori predisponenti:

  • Predisposizione genetica: la parete vescicale è costituita da GAG (glucosaminogicani), componenti che impediscono ai batteri di attaccarsi alla vescica. Se questi GAG scarseggiano, a causa di un deficit genetico o a causa delle continue infiammazioni, bisognerà introdurli per rinforzare la parete vescicale. Esistono prodotti specifici contenenti GAG.
  • Predisposizione femminile: la cavità vaginale rappresenta un serbatoio batterico da cui i patogeni risalgono verso l’uretra per provocare cistite. La flora batterica vaginale è composta sia da batteri buoni (i lattobacilli), sia da batteri cattivi (escherichia coli, klebsiella, enterococco, ecc), in perfetto equilibrio tra loro. Quando i lattobacilli diminuiscono i patogeni prendono il sopravvento invadendo anche gli organi vicini. Per valutare lo stato della flora batterica è sufficiente valutare il ph vaginale. Poiché i lattobacilli producono acido lattico acidificando l’ambiente, se il valore ottenuto sarà compreso tra 3,5 e 4,5 presumibilmente vi sono sufficienti lattobacilli; se supera il 5 vuol dire che ce ne sono pochi e vanno quindi introdotti. Anche il ph vaginale può essere rilevato comodamente a casa con appositi stick.
  • Stipsi: il ristagno delle feci comporta una proliferazione dei batteri che possono risalire le vie urinarie, comportarsi come patogeni e infettare la vescica causando cistite batterica.
  • Igiene intima: per quanto possa sembrare assurdo la migliore igiene intima è quella fatta senza detergente! Il detergente intimo elimina la flora batterica buona e le secrezioni vaginali che contengono molte sostanze difensive, privandoci così di un importante alleato contro i batteri patogeni. Anche l’asciugamano sempre umido è un ricettacolo batterico. Meglio utilizzare carta assorbente monouso senza colori e profumo.
  • Indumenti intimi: sintetici e colorati irritano la pelle, così come i pantaloni dal cavallo stretto, gli assorbenti e i salvaslip. Meglio indumenti di cotone dal colore neutro e assorbenti di cotone, assorbenti lavabili o la coppetta mestruale.
  • Rapporti sessuali: comportano lesioni delle mucose  nelle quali i batteri trovano terreno fertile per attecchire e riprodursi; da qui poi partono per invadere gli organi vicini causando cistite dopo 24/48 ore. Importante quindi utilizzare un lubrificante per ridurre l’attrito e assumere D-mannosio prima e dopo il rapporto e nelle successive 24 ore.
  • Acidità urinaria: è dannosa per la salute delle vie urinarie. Dobbiamo quindi alcalinizzare con sali minerali(Magnesio, potassio, bicarbonato), meglio se nella forma citrata perché, oltre ad essere più assimilabili questa forma impedisce l’aggregazione di ossalati impedendo la formazione di cristalli, renella e calcoli.
  • Ristagno di urina: più l’urina resta in vescica e più i batteri avranno il tempo di attecchire alle pareti vescicali e riprodursi. Bere poco non consente un costante lavaggio vescicale con conseguente ristagno di urina. Rimandare la minzione a quando si arriva a casa è più dannoso che urinare nei bagni pubblici (anche perché i batteri che provocano cistite non arrivano dall’esterno, ma dal nostro stesso corpo: dall’ano o dalla vagina).
  • Contrattura muscolare pelvica: il pavimento pelvico è come un’amaca al cui interno passano 3 strutture importanti: l’uretra, il canale vaginale e l’ano. Se questo muscolo pelvico è contratto, schiaccerà queste 3 strutture compromettendone la funzionalità e provocando dolore. Di conseguenza avremo: ritenzione urinaria, dolore ai rapporti e stipsi. Importante rilassare questo muscolo tramite esercizi di Kegel reverse, calore, magnesio e automassaggi.
  • Menopausa: la mancanza di estrogeni altera l’equilibrio vaginale e rende le mucose genitali e urinarie più delicate e suscettibili alle infezioni. Diventa importante quindi ripristinare l’equilibrio ormonale, ridurre l’atrofia vulvare, acidificare il ph vaginale e ricostituire i lattobacilli vaginali. Si può far questo utilizzando ormoni bioidentici, creme riepitelizzanti vulvari e fermenti lattici vaginali.
  • Altri fattori scatenanti: freddo, caldo, piscina, mare, viaggi, sport, alimentazione, ciclo mestruale, disidratazione, ecc. Per ogni donna i fattori sono diversi.

Il sommarsi di più fattori contemporaneamente scatena la recidiva, pertanto è importante individuare le proprie criticità per annullarle ed impedire l’infezione.

 

Mannosio:

  • D-mannosiouno zucchero innocuo, estratto dalla corteccia di alberi a legno duro come la betulla. Questo zucchero si lega alle zampe dei batteri impedendo loro di attaccarsi alla vescica. Se i batteri non si legano alla vescica non riescono a provocare infiammazione, cistite e dolore. Restando liberi nell’urina vengono poi eliminati con il primo flusso urinario.

Altri aiuti:

  • Lattoferrinauna proteina con potere antibatterico ed antimicotico, presente in grandi quantità nel latte materno, che protegge il neonato dalle infezioni. Agisce come antibiotico naturale nei confronti di batteri e candida, ma senza sviluppare gli effetti collaterali dell’antibiotico di sintesi.
  • Calore, che rilassa la muscolatura e riduce lo spasmo doloroso. A questo scopo va bene una borsa dell’acqua calda, uno scaldino elettrico. Utile anche il calore dell’acqua calda dal bidet per ridurre il dolore che si sente al termine della minzione, quindi un trucco è quello di urinare nel bidet puntando il getto dell’acqua calda sulla zona genitale.
  • Tisana di malva, equiseto riducono i sintomi ed accelerano la guarigione.

Guarigione – SI

  • Dalla cistite cronica si guarisce?SI
  • Come? seguendo le indicazioni descritte, il sito e il forum Cistite.info e rivolgendosi a medici competenti (lista di medici consigliati) selezionati in base alle esperienze positive riportate nel forum dalle nostre associate.

 

Echidiflora ^_^ Life is good

 

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